mercoledì , 19 gennaio 2022

Weekend 17-18 ottobre 2015

Alla Galleria Civica di Torino in mostra le opere di Monet

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Fino al prossimo 31 gennaio 2016 presenti alla Galleria Civica di Torino ben 40 opere di Monet provenienti direttamente dal famosissimo museo d’Orsay. Il percorso espositivo presenta molti capolavori paesaggistici attraverso i quali sarà possibile apprezzare la maestria di Monet nell’uso dei colori e delle tecniche tipiche dell’Impressionismo Francese. La mostra potrà essere visitata dal martedì alla domenica tra le ore 10.00 e le ore 19.30 (lunedì giorno di chiusura). Biglietti acquistabili direttamente all’ingresso della Galleria Civica (chiusura biglietteria alle ore 18.30) ad un prezzo intero di 12 euro (9 euro il ridotto).

 

 Ad Arezzo in mostra “Le sculture dinamiche”

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La casa museo di Ivan Bruschi ad Arezzo ospiterà dal 15 ottobre all’8 dicembre “Avanguardie – le sculture dinamiche”, un’esposizione di opere lignee curata da Franco Fedeli nella quale saranno presentate opere scultoree di varie epoche, rare, originali e di grande impatto visivo.
Antichi manichini, assimilabili a sculture metafisiche, dialogheranno nell’esposizione con opere di arte moderna in cui si ritrova ancora come soggetto la figura del manichino. Il sapore irreale e metafisico di queste opere, infatti, ha affascinato collezionisti raffinati dal rinascimento sino ai giorni nostri e soprattutto ha influenzato gli artisti ed i poeti del secolo scorso che ne hanno esaltato il ruolo unico attraverso la loro visione artistica.

 

 A Palermo libri d’artista in formato Leporello

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Il museo mandralisca di Cefalù (Palermo) ospiterà, dal 13 ottobre al 30 novembre, una mostra di libri d’artista in formato leporello. Si tratta di 31 libretti composti da  un’unica striscia di carta piegata a fisarmonica. I disegni sono ispirati all’affascinante testo ”Dialogus creaturarum moralisatus”  che fu pubblicato per la prima volta a Stoccolma nel 1483. Raccoglie  centoventidue testi che riprendono i temi della favola di animali di Esopo e Fedro e affondano le loro radici nell’ampio patrimonio di ”bestiari”, ”herbari” e ”lapidari” medievali.