domenica , 17 ottobre 2021

Weekend 19-20 marzo 2016

A Torino “Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese dall’Ermitage”

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A Palazzo Madama di Torino ha aperto al pubblico “Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese dall’Ermitage”: una grande esposizione con oltre 70 opere che illustra la storia della pittura francese dal 1600 alla fine dell’Ottocento, dalle accademie sino al movimento dell’impressionismo: la mostra porrà lo sguardo sui capolavori che rispecchiano l’evolversi del gusto artistico in Russia. Il percorso espositivo sarà articolato in 12 sezioni con un totale di circa 50 artisti esposti tra i quali Simon Vouet, Philippe de Champaigne, Poussin e Lorrain ma anche Vernet, Corot e gli impressionisti Monet, Pissarro, Renoir sino a Matisse. La mostra sarà visitabile sino al 4 luglio 2016: il costo del biglietto intero è stato fissato a 12 Euro con possibilità di eventuali riduzioni, per info www.palazzomadamatorino.it.

Sapori del territorio: “Robiola di Roccaverano Dop” – Formaggio a coagulazione acido presamica, fresco, a pasta molle, prodotto con latte misto vaccino-ovino e/o caprino. La percentuale di latte vaccino deve essere inferiore all’85%. La maturazione naturale è effettuata conservando il prodotto a temperatura di 15-20° per 3 giorni. Forma cilindrica a facce piane, leggermente orlate, scalzo 4-5 cm. circa, diametro 10-14 cm. circa, peso 250-400 gr., pasta colore bianco-latte finemente granulosa, sapore delicato, saporito, leggermente acidulo.

 

Ad Ascoli “Francesco nell’arte”

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Ascoli Piceno conserva nella Chiesa di S. Gregorio la prima rappresentazione della predica agli uccelli di San Francesco. Basterebbe questo a spiegare l’importanza della mostra “Francesco nell’arte. Da Cimabue a Caravaggio”, curata da Giovanni Morello e da Stefano Papetti, che si inaugura domani in città, prima di quattro mostre che la Regione Marche dedica al Giubileo. Ricordare l’ottocentesimo anniversario della venuta di San Francesco ad Ascoli e la grande risonanza della sua predicazione è l’intento della mostra, che parte dalle prime opere su tavola realizzate a poca distanza della morte del santo (1226), per poi snodarsi attraverso l’arte del Rinascimento e della Controriforma, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare i capolavori di Cimabue, Crivelli, Barocci, Gentileschi, Luca Giordano, Pietro da Cortona e Caravaggio, artisti nati nelle Marche o attivi per le istituzioni religiose della nostra regione. Ascolano fu anche il primo papa francescano: Niccolò IV (1288-1292).

Sapori del territorio: “Prosciutto di Carpegna Dop” – Prodotto salato e naturalmente stagionato, da conservare crudo, preparato con cosce di suino. Peso dopo la stagionatura compreso fra 8 e 77 kg., colore al taglio rosa salmonato con giusta quantità di grasso solido di colore bianco rosato all’esterno. il gusto è caratteristico, delicato, dolce e fragrante. La masticazione piacevole per la fragilità delle fibre muscolari in stato di “predigestione” da maturazione enzimatica naturale.

 

Il “Percorso dell’anima” di Aulo Pedicini a Pozzuoli

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Aulo Pedicini mette in mostra il suo ‘Percorso dell’anima’: fino al 26 marzo si può visitare una esposizione dell’artista sannita a cura di Veronica Longo, all’Atelier Controsegno, in Via Napoli, Pozzuoli. Pedicini, classe 1942, scultore, pittore, grafico, vanta un curriculum ricco di nomine accademiche (1970), partecipazioni alle Quadriennali romane (1975), Biennali veneziane (1976), al Festival Dada a Los Angeles (1979) e premi e riconoscimenti. Esordisce negli anni Cinquanta con una pittura di tipo informale per poi dedicarsi, nel decennio successivo, prevalentemente alla scultura. Inoltre, non trascurabile, è anche la sua produzione incisoria che, come quella pittorica, si mostra, varia e prolifica con diverse acqueforti e acquetinte in cui il tema del mito continua a ritornare. Pedicini, incessante disegnatore, durante tutta la sua carriera artistica ha sempre tenuto taccuini di viaggio. Artista poliedrico, Pedicini si interroga e confronta con se stesso e il tema della morte.

Sapori del territorio: “Greco di Tufo Docg” – Il Greco di Tufo è prodotto nelle tipologie Bianco e Spumante. Il Bianco e lo Spumante sono entrambi ottenuti dalla mescolanza del vitigno Greco, per almeno l’85%, con uve del vitigno Coda di Volpe (15%). Il Bianco ha un colore giallo paglierino o dorato; odore intenso, fruttato di pesca, leggero ma persistente sentore di mandorla amara e fine; sapore secco, caldo, abbastanza morbido ed equilibrato, di corpo. Presenta una gradazione minima di 11,5°C, anche nel tipo Spumante.