domenica , 17 ottobre 2021

Weekend 8-9 aprile 2017

Dall’8 aprile al 10 settembre 2017 al Museo d’Arte Orientale di Venezia: “Ramayana. The divine poem as revealed by the Rajbansi masks”

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La mostra segue la diffusione del Ramayana (testo sacro dell’Induismo) tra Nepal, India e Indonesia. L’esposizione, patrocinata dall’UNESCO, dall’Università di Ca’ Foscari e dall’Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente, si compone di splendide maschere in legno dipinto della collezione di Alain Rouveure che rappresentano personaggi della saga di Rama, avatara di Visnu, e, nell’ultima sala, troviamo le marionette della collezione del Museo d’Arte Orientale di Venezia che raffigurano molti personaggi delle maschere Rajbansi.
Orario: da martedì a domenica 10 – 18. Lunedì chiuso.

Sapori del territorio: “Breganze Doc” – Diversi tipi di vino: Bianco, Rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Vespaiolo, Chardonnay, Suvignon, Torcolato.
Abbinamenti: capretto, toresani allo spiedo, risi e bisi, risotti vari.
 

Alla Galleria Estense di Modena dal 5 aprile al 30 luglio 2017: “Flavio de Marco. Sui generi”

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Flavio de Marco, pittore italiano (nato a Lecce nel 1975), vive e lavora a Berlino, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna ed è stato docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dal 2004 al 2009. A lui è stato chiesto di creare dei dipinti, in rapporto a tre opere di tre musei importanti, per creare un ponte tra arte antica e presente mettendo in relazione tre collezioni storiche: la Galleria Sabauda di Torino, la Galleria Corsini di Roma e la Galleria Estense di Modena.
Alla Galleria Sabauda, De Marco si è cimentato con il genere del paesaggio, lavorando in relazione al dipinto di Van Eyck “Le stigmate di san Francesco” e alla “Veduta di Torino” di Bellotto, ed ha realizzato quello che l’artista definisce un “paesaggio con veduta”.
Alla Galleria Corsini la scelta è stata la natura morta, in particolare sullo “Spuntino elegante” di Christian Berentz, che è stato ricondotto a un tipico dipinto di atelier in cui figurano gli oggetti personali dell’artista.
Infine, per la Galleria Estense di Modena, il pittore ha scelto il “Ritratto di Francesco I d’Este” di Velázquez, riallacciandosi alla storia dell’opera che è uno studio per un ritratto equestre mai realizzato. In questo caso, De Marco, ha scelto di portare a termine quanto richiesto allora dalla committenza estense al grande maestro spagnolo.
Le opere di De Marco verranno presentate simultaneamente nei tre musei.
Orario: da martedì a sabato (giorni feriali): 8,30 – 19,30. Domeniche e festivi: 14,00 – 19,30. Prime domeniche del mese: 8,30 – 19,30. Lunedì feriale: chiuso. Lunedì festivo: 14,00 – 19,30.

Sapori del territorio: “Bosco Eliceo Doc” – Vini bianchi e rossi sotto un’unica denominazione: Fortana, Merlot, Sauvignon, Bianco.
Abbinamenti: parmigiano reggiano, culatello, passatelli, tortellini.
 

A Napoli – Museo di Capodimonte dall’8 aprile al 10 luglio 2017: “Picasso e Napoli: Parade”

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Le opere in mostra provengono da diversi musei e collezioni private fra i quali: Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Musée Picasso Paris, Museu Picasso Barcellona, Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent,  Bibliothèque Historique de la Ville de Paris, Maison Jean Cocteau, Milly la Forêt, Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte (FABA), Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e Teatro dell’Opera di Roma. La mostra vuole celebrare il centenario del viaggio di Picasso in Italia che l’autore compì, insieme a Jean Cocteau, per lavorare con i Balletti Russi a Parade, balletto che andrà in scena a Parigi a maggio del 1917 su soggetto dello stesso Cocteau e musica di Erik Satie. Durante il soggiorno nel nostro Paese l’artista fu a Napoli due volte, tra marzo e aprile del 1917, e a Pompei. L’evento espositivo permette di sottolineare l’importanza dell’incontro diretto di Picasso con l’antichità a Pompei e la cultura tradizionale napoletana attraverso alcune fra le sue maggiori espressioni:  il presepio, il teatro popolare e il teatro delle marionette.
Per la prima volta a Napoli si può vedere la più grande opera di Picasso, una tela di 17 metri di base per 10 di altezza conservata al Centre Georges Pompidou di Parigi ma, per le sue dimensioni, esposta solo in altre rare occasioni: al Brooklyn Museum (New York 1984), al Palazzo della Gran Guardia (Verona 1990), a Palazzo Grassi (Venezia 1998) e al Centre Pompidou di Metz (2012 – 2013). L’opera è accompagnata da un’ampia selezione di lavori del pittore spagnolo, inoltre, sono esposti i bozzetti eseguiti dall’artista per il balletto Pulcinella (in scena nel 1920 a Parigi con musiche di Stravinsky e coreografie di Massine), insieme a alcune marionette e pupi della maschera napoletana dalla collezione Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte.
Orario: tutti i giorni: 8.30 – 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). Mercoledì chiuso.

Sapori del territorio: “Castel San Lorenzo Doc” – Diversi tipi di vino: Barbera, Rosso, Rosato, Bianco, Moscato, Moscato Spumante.
Abbinamenti: capocollo campana, salsiccia, trippa alla napoletana, pesci alla griglia, sartù.